La finitura fiorettata è la nostra finitura più diffusa, la stessa da 25 anni, ed esclusiva, definita da tutti la più bella perché utilizziamo sempre solo materiali 2R di prima scelta «Thyssen Krupp». Quindi, la fiorettatura più brillante di tutte, con «fiorettatura marcata a passo corto continuo» e saldature sia circolari che verticali, laminate, spianate e satinate grana 60.
Finiture
LUCIDO ARTISTICO
La finitura 2R è la finitura speciale, lucidata a specchio, ottenuta da un particolare processo di ricottura in atmosfera controllata, con saldature sia circolari che verticali laminate, spianate e satinate grana 60.
Saldature posteriori in verticale.
Sulla parte anteriore del serbatoio è possibile realizzare immagini a scelta con processo laser.
SCOTCH BRITE O ELEGANCE
Satinatura totale e continua anche sulle saldature che vengono preventivamente laminate, sia circolari che verticali, poi spianate e rifinite affinché non riflettano, in modo che la satinatura possa essere totale e continua senza interruzioni e fornita in diverse grane, a seconda del tipo di finitura esterna richiesta con ruote Scotch Brite fino alla grana finissima.
MONOTANK-FLY
Serbatoio di stoccaggio vino e di fermentazione senza piedi.
Dotato di un unico piede posteriore che sale e scende a 360°
Il vantaggio è che, per i serbatoi da 1.000 a 10.000 litri, si evita di utilizzare piedi che poggiano a terra e impediscono la pulizia sotto il serbatoio.
È possibile, alzando e abbassando i serbatoi, passare da un serbatoio all’altro senza la pompa.
I serbatoi possono, ruotando, travasare i mosti o le vinacce da un serbatoio all’altro senza pompa
LA VINIFICAZIONE NEI SERBATOI IN TITANIO
Il titanio è un elemento chimico metallico con simbolo Ti e numero atomico 22.
È un metallo di transizione leggero, resistente, dall’aspetto bianco metallico, che resiste alla corrosione. Il titanio è utilizzato principalmente in leghe leggere e resistenti, e il suo ossido è usato come pigmento bianco. Questo elemento si trova in molti minerali, ma le sue fonti principali sono il rutilo e l’ilmenite. Appartiene al gruppo dei titani insieme allo zirconio (Zr), all’afnio (Hf) e al rutherfordio (Rf).
Le proprietà industrialmente interessanti del titanio sono la sua resistenza alla corrosione, spesso associata alla resistenza all’erosione e al fuoco, la biocompatibilità, ma anche le sue proprietà meccaniche (resistenza, duttilità, fatica, ecc.).
Caratteristiche fisiche notevoli del titanio
La sua densità è circa il 60% di quella dell’acciaio.
La sua resistenza alla corrosione è eccezionale in molti ambienti come l’acqua di mare o l’organismo umano.
Le sue caratteristiche meccaniche rimangono elevate fino a una temperatura di circa 600 °C e restano eccellenti fino alle temperature cryogeniche.
Il suo valore di suscettibilità magnetica (da 1,8 a 2,3×10-4) è molto inferiore a quello del ferro (3×105). È quindi un materiale vantaggioso in caso di diagnosi tramite RMN: riduzione degli artefatti.
Il suo coefficiente di dilatazione, leggermente inferiore a quello dell’acciaio, è la metà di quello dell’alluminio.
Si prenderà come valore medio un coefficiente di dilatazione di 8,5×10-6 K-1.
Il suo modulo di Young o modulo di elasticità longitudinale si attesta tra 100.000 MPa e 110.000 MPa. Questo valore piuttosto basso rispetto all’acciaio inox (220.000 MPa) lo rende un materiale particolarmente interessante per la sua biocompatibilità.
Il titanio è uno dei metalli più biocompatibili, insieme all’oro e al platino, ovvero resiste totalmente ai fluidi corporei.
Inoltre, possiede un’alta resistenza meccanica e un modulo di elasticità molto basso (da 100.000 MPa a 110.000 MPa), più vicino a quello delle strutture ossee (20.000 MPa) rispetto all’acciaio inox (220.000 MPa).
Il titanio è un metallo estremamente ossidabile. Nella serie dei potenziali elettrochimici standard, si colloca in prossimità dell’alluminio, tra il magnesio e lo zinco. Non è quindi un metallo nobile, il suo dominio di stabilità termodinamica non presenta, infatti, alcuna parte comune con il dominio di stabilità termodinamica dell’acqua ed è situato notevolmente al di sotto di quest’ultimo. Una delle cause della resistenza alla corrosione del titanio è lo sviluppo di uno strato protettivo passivante di poche frazioni di micrometro, costituito principalmente da ossido TiO2, ma è noto che può contenere altre varietà. Questo strato è integro e molto aderente. In caso di graffio della superficie, l’ossido si riforma spontaneamente in presenza di aria o acqua. Il titanio è quindi inalterabile all’aria, all’acqua e all’acqua di mare. Inoltre, questo strato è stabile su un’ampia gamma di pH, potenziale e temperatura.
Condizioni molto riducenti, o ambienti molto ossidanti, o ancora la presenza di ioni fluoro (agente complessante), diminuiscono il carattere protettivo di questo strato di ossido; i reagenti di attacco per rilevare le micrografie sono il più delle volte a base di acido fluoridrico. Durante una reazione con questo acido, si ha la formazione di cationi titanio (II) e (III). La reattività delle soluzioni acide può tuttavia essere ridotta dall’aggiunta di agenti ossidanti e/o di ioni metallici pesanti. L’acido cromico o nitrico e i sali di ferro, nichel, rame o cromo sono quindi eccellenti agenti inibitori. Questo spiega perché il titanio può essere utilizzato in processi industriali e ambienti in cui i materiali convenzionali si corroderebbero.










